La Massoneria Egizia

La Libera Muratorìa è una Via iniziatica plurisecolare, il cui fine è pervenire alla Luce mediante la conoscenza, liberando l’uomo dalla trappole e dagli inganni del suo Io, per fargli cercare e trovare il proprio Sé, unico mezzo questo per consentire la sua reintegrazione con l’Altissimo.
Per farne parte si deve bussare alla porta del tempio, avere una reputazione irreprensibile, credere in Dio e sapere che è vietato parlare in Loggia di politica o di religione: non siamo né setta né consorteria.
La Massoneria Egizia che noi pratichiamo, secondo la leggenda mitopoietica tradizionale, viene portata nel 46 d.C. in Europa dal saggio Ormuz, discepolo di San Marco. Ma la Massoneria in quanto tale sarebbe vecchia quanto il mondo, essendo stato Adamo il primo uomo a formare una Loggia. Oggi si ammette, meno poeticamente, che l’eredita sapienziale Egizia si sia trasferita in Grecia, abbia influenzato l’ebraismo e la Qabalah, abbia definito l’ermetismo, modellato lo gnosticismo delle prime comunità cristiane. La Massoneria ha ereditato questi molteplici depositi mettendoli a sistema, raccogliendo in un unico percorso di formazione e di crescita, di bildung, quello che aveva un’unica origine e un’unica fonte.
Erede delle corporazioni di mestiere, la Massoneria interpreta i simboli dei muratori operativi in senso speculativo, dando ad essi un significato morale e spirituale, strumenti questi di una rinnovata operatività per l’uomo rigenerato, l’Adam Kadmon che compie il suo destino.
Il massone, lavorando sia in Loggia con i suoi Fratelli che individualmente, pian piano imparerà a liberarsi dei metalli che ciascuno di noi simbolicamente porta nella sua esistenza; essi altro non sono se non i nostri vizi, i nostri difetti, le nostre inadeguatezze e le nostre contraddizioni, che mentendo a noi stessi spesso decidiamo di nasconderci, ma che prima o poi vengono fuori.
La Via iniziatica è, da questo punto di vista, implacabile, poiché mostra la vera natura di ciascuno di noi, ci mette simbolicamente a nudo, esponendoci agli altri per quel che siamo veramente.
Dall’accettazione di quel che davvero siamo, da questa rinnovata consapevolezza, ha inizio il lavoro su se stesso che ogni iniziato deve compiere.
La Massoneria, dunque, costruisce uomini migliori, insegnando loro a vivere in equilibrio con se medesimi e con il mondo che li circonda, ed a valutare tutto ciò che avviene nella loro esistenza con maggiore consapevolezza, accettando una spiegazione o una teoria solo dopo un severo esame, e andando in profondità nel cercare di comprendere.
Questo cammino, tuttavia, non è per tutti: molti sono i chiamati, pochi gli eletti.
Approfondendo le scienze tradizionali e compiendo un progressivo percorso di purificazione, il massone che intende rettamente l’Arte pian piano imparerà a guardare il mondo con occhi diversi, coniugando il rigore interiore figlio della sua crescita spirituale con l’amore per l’umanità.

“Liberi Muratori in cammino nel giusto sentiero, non siate abbattuti. Ricordate l’esilio di Israele sulle rive dell’Eufrate e non abbassate la vostra speranza. Gli oppressori pensano di aver vinto. I Massoni possono disperdersi e morire.
La Massoneria non muore. Oggi può giacere sotto la pietra di un sepolcro, domani rinascerà più grande e più forte, perché la Massoneria è l’anima dell’uomo, ubriaca di libertà, di pace e di amore”.
Constant Chevillon, Il Vero Volto della Massoneria.

 

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